Un borgo italiano arroccato sulla rupe, di notte, con le finestre accese
BorgoBo

Il borgo parla, se sai ascoltarlo.

Le storie degli abitanti, gli archivi storici e le leggende tramandate di generazione in generazione. BorgoBo risponde a qualsiasi domanda. Gli abitanti hanno iniziato a raccontare il proprio paese, e il paese ha cominciato a rispondere.

Scopri di più
Come funziona

BorgoBo si costruisce insieme

Non è un'app pronta da installare. È un processo che parte dagli abitanti: chi conosce il paese mette le proprie storie, i propri ricordi e le proprie curiosità al centro di un archivio vivo.

Abitanti di tutte le età raccontano il paese mentre una ragazza registra con lo smartphone
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La comunità raccoglie

Cittadini, bambini, ragazzi e anziani lavorano insieme per scoprire e proporre storie, fatti, video, fotografie e curiosità. Ogni voce è un pezzo del paese.

Foto d'epoca, quaderni e documenti ordinati insieme su un tavolo di paese
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Nasce l'Archivio condiviso

I contributi vengono organizzati in una knowledge base di comunità: memoria storica, tradizioni, attualità, indirizzi utili. Di proprietà del Comune, aperta al paese.

Un visitatore e un abitante consultano l'app nella piazza del borgo
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L'AI risponde a tutti

Visitatori e abitanti fanno domande a un Agente AI che attinge solo a quell'archivio. Storie del passato, ma anche informazioni di attualità: dove mangiare, cosa succede oggi, come raggiungere un luogo.

Il risultato è un borgo che risponde: ai visitatori che arrivano da fuori, ma anche ai cittadini che vogliono scoprire o riscoprire il proprio paese.

Basilicata

La storia di Muro Lucano

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Un paese con una memoria enorme, poco modo di raccontarla

Muro Lucano, Basilicata. Un castello, una gola, una scalinata di case aggrappate alla roccia. La memoria del paese era ovunque — nelle cucine, sulle panchine, nelle fotografie nei cassetti — ma chi arrivava da fuori trovava solo quattro righe copiate da un'enciclopedia.

Un anziano di Muro Lucano seduto su una panchina di pietra in un vicolo del borgo
Il paese raccontato da chi ne conosce ogni pietra.
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Abbiamo dato il microfono a chi c'era

Nessuna redazione, nessun copywriter arrivato da fuori. Gli abitanti hanno registrato la loro versione del borgo: il soprannome di quel vicolo, cosa successe davvero a quella festa, perché quella pietra sta lì. Le voci sono diventate un archivio. L'archivio è diventato la voce del paese.

Un'anziana racconta una storia mentre una ragazza la registra con il telefono, in cucina
Una registrazione in cucina: così nasce l'archivio.
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Poi il borgo ha iniziato a rispondere

Un totem in piazza, dei marker con QR lungo il percorso. Il visitatore inquadra, chiede quello che vuole — in italiano o in inglese — e riceve una storia vera, non una scheda. Ogni luogo scoperto sblocca un pezzo del gioco: alla fine si porta a casa la sua firma visiva di Muro Lucano.

Un visitatore inquadra con il telefono il QR code affisso su un muro nella piazza del borgo
Un QR sul muro: il visitatore chiede, il paese risponde.

Il Comune voleva un nome tutto suo, e l'ha avuto: stessa struttura, stesso motore, brand personalizzato. Il progetto è online, funziona, e continua a crescere con le voci del paese.

Guardalo in azioneLogo I Love Muro Lucano
Disponibile 24/7

L'Agente AI del borgo

Un assistente conversazionale che risponde in italiano e in inglese, a qualsiasi ora. Attinge solo all'archivio di comunità: le storie registrate dagli abitanti, i toponimi, i mestieri, le ricette. Niente risposte inventate.

Visitatore

Cosa posso vedere se ho due ore?

BorgoBo

In due ore ti consiglio il percorso della gola, la piazza del castello e una sosta al forno dove fanno ancora il pane nel forno a legna.

Visitatore

Perché quel vicolo si chiama 'Vico del Diavolo'?

BorgoBo

Secondo la signora Lucia, che ci abita da settant'anni, il nome viene da una notte di tempesta in cui un fulmine colpì l'arco in fondo alla via.

Visitatore

Dove posso mangiare stasera?

BorgoBo

Da queste parti la gente va da Nonna Gina per le crespelle, o al ristorante del borgo se vuoi un menu più lungo. Ti do gli orari?

Cosa vede il Comune

Ogni domanda lascia una traccia anonima: cosa chiedono i turisti, quali luoghi incuriosiscono di più, dove si fermano. Un modo leggero per capire il proprio paese attraverso gli occhi di chi lo visita.

Il borgo diventa un gioco.

I visitatori non guardano più passivamente: esplorano, cercano, rispondono, ricomponono. Ogni gioco è costruito sulle storie vere raccolte casa per casa.

Gioco 1

Cerca l'oggetto misterioso

Un'immagine del borgo piena di dettagli. Il visitatore deve trovare l'oggetto nascosto legato a una storia vera raccolta dagli abitanti.

Gioco 2

Quiz del borgo

Domande vere/falso e a risposta multipla sulle storie, i personaggi e i luoghi dell'archivio di comunità.

Gioco 3

Puzzle del paese

Una fotografia del borgo da ricomporre pezzo per pezzo. Più si gioca, più si riconoscono angoli e scorci del paese.

Il risultato? Chi visita resta più a lungo, cammina fuori dalla piazza principale e impara giocando quello che altrimenti leggerebbe su una targa.

Tre pezzi, un unico cuore

Al centro c'è sempre l'Archivio Digitale di Comunità: le voci raccolte casa per casa. Tutto il resto è il modo in cui quelle voci raggiungono le persone.

Totem BorgoBo con QR code in un vicolo di Muro Lucano

Il segno

Una grammatica visiva che il borgo riconosce come sua: colori, totem, cartelli, QR. Dalla piazza al post su Instagram, è sempre lo stesso paese che parla.

Visitatore parla con l'Agente AI BorgoBo dal suo smartphone

La voce

L'archivio di comunità alimenta un Agente AI che risponde ai visitatori in italiano e in inglese, a qualsiasi ora. Atterra nella sezione dedicata per vederlo in azione.

Ragazzi e bambini giocano con l'esplorazione guidata BorgoBo

Il gioco

Cerca l'oggetto misterioso, quiz del borgo, puzzle del paese. Tre modi per trasformare una visita in un'esplorazione guidata dalle storie vere degli abitanti.

Le feste finiscono.
Questo resta.

Un progetto partecipativo che si esaurisce nel giorno dell'inaugurazione è una spesa. Quello che conta è cosa trova il Comune l'anno dopo, e quello dopo ancora.

Un archivio che non si perde

Le voci degli anziani, i toponimi dialettali, i mestieri, le fotografie nei cassetti. Registrati, catalogati, di proprietà del Comune. Tra vent'anni quelle persone non ci saranno più: la loro memoria sì.

Un ufficio turistico che non chiude

Sempre acceso, in due lingue, senza personale da pagare la domenica. Ogni visitatore riceve la stessa qualità di racconto, ad agosto come a gennaio. E il Comune vede cosa chiedono, dove vanno, cosa cercano.

Il borgo continua a parlare anche quando noi non ci siamo più.

Bando nazionale

BorgoBo è finanziabile al 100%

attraverso il bando "Crescere nei piccoli comuni 2026". Ci occupiamo noi di tutto: dalla stesura della domanda alla rendicontazione finale.

Dipartimento per le politiche della famiglia — Presidenza del Consiglio dei ministri

Il tuo borgo cosa direbbe?

Scrivici due righe. Discutiamo insieme di cosa servirebbe nel tuo borgo — senza impegno, senza presentazioni istituzionali.